L’ANSIA a cura di Monica Rebuffo


L’ansia è una spinta all’azione, all’esplorazione, alla ricerca, è un sentimento comune e universale che ognuno di noi può provare, soprattutto in particolari momenti. E’ proprio l’ansia di conoscere e di imparare, che ci fa diventare più competitivi, che accresce la nostra cultura e le nostre capacità.

L’ansia, è anche un meccanismo di sopravvivenza costituito da risposte automatiche, corporee e mentali, che ogni animale, uomo compreso, sviluppa di fronte a situazioni di minaccia, di pericolo, di conflitto, che lo aiutano a reagire nella maniera migliore. Per esempio, alla luce di questo meccanismo si spiega quello che, nel gergo comune, viene definito “sangue freddo”. Atteggiamento che molte persone scoprono di possedere in situazioni di emergenza e pericolo.

Tuttavia, quando questo meccanismo si spinge oltre i limiti che separano, l’azione stimolante da quella inibitrice, esso finisce per diventare patologico. L’ansia diventa allora uno stato d’animo penoso, sempre accompagnato da manifestazioni corporee (tachicardia, oppressione toracica, cefalee, spasmi gastrici, eccetera) e mentali (agitazione,) che a volte compromettono, in modo davvero significativo, la qualità di vita della persona.

Il tipico paziente ansioso, vive sempre in bilico, accompagnato dal terrore costante di cadere, da un momento all’altro. Il disagio, è la sensazione tipica e costante, che lo accompagna e lo caratterizza. Questa situazione di allerta e paura, spinge la persona all’amplificazione dei suoi vissuti interni, e diminuisce la capacità di ascolto e correzione, che la realtà esterna gli restituirebbe.

La preoccupazione costante, del pericolo della malattia o della disgrazia, lo rinforza nei meccanismi castranti dell’evitamento. La persona, interrompe così, il sano e produttivo processo di investimento nella vita, che è per definizione crescita e cambiamento, rimanendo incastrato nella ricerca di una omeostasi illusoria. Tutto fermo e cristallizzato.

Ecco allora che l’ansia, fisiologicamente percepita come meccanismo funzionale alla crescita, quando diventa eccessiva e non accettata si trasforma nel suo opposto, diventando così cristallizzazione e rigidità.


ED IO, SONO CAPACE A NON AMPLIFICARE I MIEI VISSUTI INTERNI, RIMANENDO IN CONTATTO CON LA REALTA’?